martedì 10 marzo 2026

E POI UN ABBRACCIO CHE VALE TUTTO



Ci sono abbracci che durano pochi secondi.
E poi ci sono quelli che fermano il tempo.

Quello tra Lidia e Barbara non è solo l’abbraccio di due atlete dopo una maratona. È il punto in cui finiscono 42 chilometri di fatica, di silenzi interiori, di pensieri attraversati uno dopo l’altro come i cartelli dei chilometri sul percorso.

Barbara, colpita da un malessere improvviso nella notte precedente la gara, aveva dovuto rinunciare alla sua mezza maratona, rischiando di compromettere tutta la sua tenuta fisica. Eppure, appena rimessasi in forma la mattina stessa, non ha esitato a correre accanto a Lidia negli ultimi 10 km, sostenendola passo dopo passo fino al traguardo. Un gesto di cuore, coraggio e pura lealtà sportiva.

Lidia arriva con ancora il respiro spezzato, le gambe pesanti, il cuore che batte forte. Barbara è lì. Non serve dire nulla. Si stringono forte, come se in quell’abbraccio ci fosse tutto: gli allenamenti all’alba, i giorni in cui non avevi voglia ma sei uscita lo stesso, il vento in faccia, le salite che sembravano non finire mai.

È un abbraccio lungo. Di quelli che raccontano più di mille parole.

Dentro ci sono la stanchezza, la gioia, la complicità di chi sa esattamente cosa hai appena attraversato. Perché certe imprese le capisci davvero solo se le hai vissute o se hai camminato accanto a chi le vive.

E mentre si tengono strette, per un attimo la maratona scompare. Non esiste più il cronometro, non esiste più il traguardo.

Restano solo due amiche, due cuori che battono ancora forte, e la consapevolezza che quei 42 chilometri non li ha corsi da sola.

E guardando quella scena, con gli occhi un po’ lucidi, capisci una cosa semplice e potentissima: le maratone finiscono sotto l’arco del traguardo.

Ma le emozioni vere… continuano dentro un abbraccio.


 

BAM - LE FOTOGRAFIE



Ho lavorato sodo, ma ce l'ho fatta. Ho scritto post e riunito, spero, tutte le vostre fotografie. Quest'anno eravamo orfani del nostro mitico Henry, quindi ci siamo dovuti arrangiare con i mezzi a disposizione. In questo Fotoalbum ci sono le fotografie di Lilina Golia, gli immancabili selfie della Olly, quelle dal mio telefono, da quello del Momo Mometti, di Marco Meris, ma soprattutto le tante immagini dei nostri impegnati nella 10k, partenza e passaggio in Piazza Duomo ripresi da Fabio Massetti. Grazie a tutti per aver condiviso le fotografie.
















BRESCIA ART MARATHON



La Brescia Art Marathon ha scritto una delle sue pagine più belle. La 24ª Bossoni Brescia Art Marathon ha regalato alla città una giornata di sport da ricordare: circa 8.000 partecipanti tra maratona, mezza maratona, BCC Brescia 10K, le prove non competitive e la Tomorrow Runners. Un traguardo centrato in pieno dagli organizzatori, che avevano fissato proprio quota ottomila come obiettivo per questa edizione, in netto aumento rispetto ai 6.000 dello scorso anno. Una festa internazionale, con oltre 30 nazioni rappresentate al via e una mattina di sole e aria frizzante che ha reso perfetta la corsa per migliaia di runner. 

«Una giornata perfetta. Ho visto i runner di tutte le distanze contenti, la corsa deve essere un momento di piacere – ha dichiarato Gabriele Rosa, presidente del Rosa Running Team. L’anno prossimo sarà un’edizione speciale, la 25ª. Puntiamo ai 10.000 iscritti e, anche con il supporto delle istituzioni e delle organizzazioni che sono al nostro fianco, le novità non saranno poche. E poi fatemi fare i complimenti al nostro Jacob Kiplimo, che oggi a Lisbona si è ripreso il record mondiale nella mezza maratona con 57’20”».

La dimensione internazionale dell’evento è stata confermata anche dalla presenza di oltre 100 runner dell’Artane Beaumont Running Club di Dublino, arrivati direttamente dall’Irlanda per correre tra le vie di Brescia. Un segnale chiaro di come la BAM sia ormai diventata un appuntamento capace di superare i confini italiani.

Tra le storie più belle di giornata anche quella di Nicola Federici, che ha tagliato un traguardo doppio: la sua ventiquattresima BAM, avendo corso tutte le edizioni senza mai mancarne una, coincisa con la sua centesima maratona in carriera.

Momenti di grande emozione anche per il bresciano Giancarlo Magli, che ha scelto proprio la maratona di casa per correre l’ultima 42 chilometri della sua carriera, dedicandola al progetto solidale “Rari come Franci”, nato dalla famiglia Tedoldi in memoria del piccolo Francesco, scomparso a soli 11 anni per una rara malattia metabolica. Magli ha salutato la distanza regina chiudendo in 4:32’10”.

Nella distanza regina dei 42,195 km – con 815 iscritti – è arrivato il quarto sigillo consecutivo di Davide Angilella (Vanotti Running Team), che ha dominato la gara chiudendo in 2:26’08”. Alle sue spalle Michele Lazzaroni in 2:28’30”, protagonista di una gara combattuta fino ai due terzi del percorso, mentre il terzo gradino del podio è stato conquistato da Sami Riffi (Atl. Rodengo Saiano Mico) con 2:32’47”.

Tra le donne successo per l’azzurra Laura Gotti (Rosa Running Team), che ha firmato la vittoria in 2:41’08”, davanti alla finlandese Oona Kaartinen in 2:55’03” e a Sarah Giomi (Atl. Castello), terza in 2:58’04”.

Ma tra le strade di Brescia, in mezzo a questa grande festa della corsa, c’era anche il cuore verde dell’Atletica Brescia Marathon, presentatasi agli start tirata a lucido e al gran completo con 49 atleti distribuiti sulle tre distanze competitive.

Quarantanove atleti: praticamente un piccolo esercito in verde sparso per le strade di Brescia.

Un numero importante… anche se, a pensarci bene, ne mancava solo uno per fare cifra tonda. Quel cinquantesimo che avrebbe fatto scattare la foto perfetta di gruppo. Chissà: influenzato dell’ultimo minuto? Strategia per non pagare il giro al bar? Oppure qualcuno che ha visto la sveglia alle 6 e ha deciso che il divano era più competitivo della linea di partenza…

Tra personal best, sfide personali, strategie di gara più o meno riuscite e qualche “partito piano ma poi mi sono fatto prendere la mano”, i 49 leoni della Brescia Marathon hanno colorato la BAM con entusiasmo, gambe e soprattutto spirito di squadra.

Perché in fondo il bello di queste giornate è proprio questo: partire in tanti… e ritrovarsi ancora di più al traguardo.

Nella maratona, ancora una volta, lo scettro del più veloce BSM è andato a Nicola Ongaro, autore di una prova maiuscola: passo sicuro, gestione intelligente e traguardo tagliato in 2:45:45. Una prestazione di spessore che conferma Nicola come punto di riferimento del team nella distanza regina.

Da sottolineare anche la gara di Gaetano Bettoni, partito con qualche timore e con un filo di ansia nelle gambe, ma capace di trasformare la giornata in una delle sue migliori maratone: ritmo trovato chilometro dopo chilometro e real time di grande valore in 3:18:01.

Il bronzo BSM va a Massimo Zambelli, che chiude con determinazione in 3:43:37, seguito dall’inossidabile Matteo Berto, ultramaratoneta e presenza fissa alla BAM, che amministra esperienza e resistenza portando a casa un 3:53:54 di grande solidità.

E poi c’è lei, l’unica leonessa BSM nella maratona.

In Piazza Duomo l’attesa cresce. Con Marco guardiamo gli arrivi, controlliamo ogni volto che sbuca dall’arco del Broletto. Ci chiediamo dove sia, sperando di vederla comparire da un momento all’altro.

E all’improvviso eccola lì.

Lidia Luzzardi sbuca dal Broletto in perfetto orario, accompagnata da Barbara e Stefano. In piazza esplode il tifo: i numerosi runner irlandesi dell’Artane Beaumont Running Club fanno sentire la loro voce, ma il boato è anche per lei. Mentre passa davanti a noi scatto qualche foto: il cronometro dice che se non molla negli ultimi metri è sotto le quattro ore.

E Lidia non molla.

Con carattere, ritmo e una determinazione da vera leonessa sbaraglia i pronostici che la volevano in difficoltà e taglia il traguardo in 3:59:12, centrando il muro delle quattro ore con una gara di coraggio, temperamento e straordinaria costanza.

Una prestazione che racconta perfettamente lo spirito della Brescia Marathon: non arrendersi mai, correre insieme e trasformare ogni chilometro in una piccola impresa.

Non sono mancati anche i riconoscimenti di categoria per il Green Team, a coronare una giornata già ricca di soddisfazioni.

Tra i protagonisti spiccano ancora Nicola Ongaro e Lidia Luzzardi, protagonisti di un risultato già di per sé importante, reso ancora più speciale dal terzo posto di categoria.







Nella mezza maratona – 2.219 gli iscritti – la gara ha vissuto ritmi di alto livello. A imporsi è stato il trentino Alberto Vender (S.A. Valchiese), specialista della corsa in montagna, che ha chiuso in 1:06’23”. Alle sue spalle Mohammed Zouioula (Atl. Rodengo Saiano Mico) in 1:07’02”, mentre il terzo gradino del podio è andato a Andrea Elia (ASD La Recastello) in 1:07’37”.

Tra le donne tris di successi per Sara Bottarelli (Freezone), che ha conquistato la sua terza vittoria alla BAM con il tempo di 1:14’52”. Piazza d’onore per Alessia Scaini in 1:17’15”, mentre il terzo posto è andato a Elena Cazzanti in 1:21’18”.

La Brescia Marathon si è fatta valere anche nella mezza, portando sul percorso un gruppo di leoni e leonesse determinati.

Il più veloce del team è stato Marco Meris, autore di una gara solida e ben gestita che lo ha portato al traguardo in 1:26:38, confermandosi riferimento del gruppo sulla distanza.

Subito dietro l’arrivo di Fabrizio Pilittu, che ha tenuto un ritmo costante per tutta la gara chiudendo con un ottimo 1:27:47, prestazione che testimonia esperienza e grande gestione dello sforzo.

Il bronzo BSM è invece andato a Diego Filippini, che ha completato la sua prova con determinazione fermando il cronometro a 1:49:22.

Tra le leonesse, applausi per Barbara Capuzzi, che ha affrontato la mezza con tenacia tagliando il traguardo in 2:10:35.

Grande soddisfazione anche per Paolina Chiodelli, che con il tempo di 2:26:18 non solo ha portato a termine la sua gara, ma ha conquistato anche il secondo posto di categoria, regalando alla Brescia Marathon un altro meritato podio di giornata.







Nella BCC Brescia 10K   1.289 gli iscritti – è arrivata una splendida doppietta bresciana. A tagliare per primo il traguardo è stato Enrico Vecchi (Atletica Casone Noceto) con il tempo di 30’55”, mentre tra le donne il successo è andato alla bresciana Angela Girelli in 37’58”. Entusiasta la vincitrice all’arrivo: «Che emozione, è sempre bello e la motivazione è sempre diversa. La seconda parte è sempre un po’ tosta».

In questa distanza la Brescia Marathon partiva con il gruppo più numeroso35 leoni e leonesse pronti a scattare da Via X Giornate e a tornare a tutta velocità verso Piazza Loggia.

Il più veloce del team è stato Enrico Pedretti, che ha chiuso con un brillante 37:08… e, a giudicare dall’arrivo, nemmeno troppo sudato. Subito dietro, con pochi secondi di gap, Giuseppe Ricciardi ha fermato il cronometro a 37:28, confermando ancora una volta la sua grande affidabilità su queste distanze.

Terza piazza BSM per lo scatenato Max “Ghj” Ghidini, visibilmente soddisfatto al traguardo dopo aver chiuso la sua gara con grande energia.

Tra le leonesse, numerose e combattive, la più veloce è stata una bravissima Elena Mattu. In continua crescita atletica, Elena ha gestito la gara con intelligenza, regolando anche alcune dirette avversarie e fermando il cronometro a 42:11. Un tempo che la proietta già con fiducia verso la prossima sfida: Orziten.

L’argento BSM tra le donne va a Eleonora Marchetti, che conclude la sua prova con carattere in 52:14, mentre il bronzo è per Daniela Forzanini, arrivata direttamente dal backstage della MotoGP per correre e chiudere la sua gara con grinta. Brava Dani!

Applausi anche per le altre valorose leonesse che hanno animato la 10K:
Romina Ferremi (54:18), Cinzia Biasetti (55:39), Chicca Fioretti (57:34), Alice Montini (1:00:34), Antonia Sparapani (1:05:34) e Olly Baldazzi (1:06:15). Tutte bravissime, perché ogni gara ha il suo valore e ogni traguardo racconta una storia.

In questa distanza i premi ufficiali erano riservati solo ai primi assoluti di categoria, ma volendo guardare bene le classifiche, la nostra Elena Mattu risulterebbe addirittura seconda di categoria. E ci tenevo a dirlo.

La giornata ha regalato anche diversi personal best: grande soddisfazione per Max “Rebo” Rebollini (39:54), Giancarlo Pregeli (41:22), Ivan Materossi – era ora! – (41:30) e Domenico Digiovanni (44:44).

Da segnalare anche il debutto con i colori BSM di Andrea Baresi, che termina la sua prima gara con il team in 49:02.

E per chiudere questa bellissima giornata, un pensiero speciale va al nostro Fabio Zubani.
L’ho incrociato durante l’out and back di Viale Venezia e ci siamo salutati con ampi gesti a braccia alzate: pettorale sul petto, passo deciso e quel sorriso di chi non ha mai smesso di crederci. Vederlo lì, in mezzo ai runner, mi ha fatto venire i brividi.

Grande Fabio.
Sei la dimostrazione vivente che la vera forza non sta solo nelle gambe, ma nel cuore. Un campione vero, dentro e fuori dal percorso.









lunedì 9 marzo 2026

CORRILLASI



Una domenica di sport, natura e grande partecipazione ha accompagnato la 19ª edizione della Corrillasi, che l’8 marzo ha richiamato migliaia di appassionati tra sportivi, famiglie e amanti delle camminate all’aria aperta.

I numeri raccontano il successo della manifestazione: 13.300 partecipanti alla marcia non competitiva e 250 atleti al via della gara competitiva, segno dell’affetto e dell’entusiasmo che ogni anno accompagnano questo appuntamento tra i vigneti e gli ulivi della Val d’Illasi, in provincia di Verona.

Sul percorso immerso nella natura l’Atletica Brescia Marathon si è presentata al via con Stefano Franzoni, autore di una prova solida che gli vale il terzo posto di categoria nella distanza dei 10 km, chiusa con il tempo di 39:12.

La vittoria assoluta è andata al marocchino Rida El Khalyly (Atl. Castenaso Celtic Druid) in 31:29, mentre tra le donne si è imposta Elisa Presa (A.S.D. KM Sport) con il tempo di 36:42.

 

LE CORSE DELLA SETTIMANA

** SABATO 14/3

CARZAGO - PIETRA CAVALLA TRAIL RUNNING - Trail competitivo e non ATP di km 8 ca. - Partenza ore 15:30 c/o Circolo Ippico La Pineta, Loc. Pineta - Volantino

** DOMENICA 15/3

AGNOSINE - TRAIL DELLE 8 CHIESE - Trail Fidal di km 15 (D+ 650 mt) - Partenza ore 9:30 c/o Chiesta S.ti Ippolito e Cassiano, Via Marconi 43 - Alle ore 9:40 partenza Family Run di km 7 ca. - Info

BRESCIA - CORRITALIA - Non competitive di km 8 e 4 - Partenza ore 9:00 c/o Scuola Tridentina, Via Bagatta

POZZOLENGO - CAMMINATA TRA LE VIGNE DEL LUGANA - Ludico motorie HG di km 9 e 4 - Partenza ore 9:00 c/o Centro Sportivo Pozzolengo

CIVIDATE CAMUNO - RUNNEMDRE' NEL PARCO DEL BARBERINO - Corsa CSI Coppa Camunia competitiva e non di km 7,3 - Partenza ore 9:30 da Stadio Atletica Cividate Camuno

sabato 7 marzo 2026

MENINHO DA PODIO


La marcia è una disciplina che non ammette scorciatoie. È tecnica, rigore, controllo assoluto del gesto. Ogni passo deve rispettare regole precise, ogni metro conquistato è frutto di concentrazione, resistenza e disciplina. Non è solo una gara contro gli avversari o il cronometro: è una sfida continua con sé stessi, con il ritmo del proprio corpo e con la capacità di restare lucidi quando la fatica si fa sentire.

In questo contesto di grande atletica si inseriscono i Campionati Italiani Master Indoor di Ancona, che sono in corso da giovedì 5 fino a domani domenica 8 marzo. Un’edizione da record: quattro giornate di gare1657 iscritti3332 atleti in gara e 398 società, numeri che raccontano la vitalità e la passione dell’atletica master italiana.

Nella giornata di venerdì 6 marzo è tornato in pista per l’Atletica Brescia Marathon Andrea Meninho Menin, rientrato alle competizioni dopo 508 giorni di assenza. Un ritorno atteso e subito impreziosito da una bella soddisfazione: Meninho si mette in evidenza nella marcia sui 3000 metri, conquistando il terzo posto nella categoria SM40 con il tempo di 15:28.46.

Un podio che vale molto più di una medaglia: è il segnale di un ritorno, la dimostrazione che la passione per l’atletica sa sempre trovare la strada per tornare in pista.




 



giovedì 5 marzo 2026

IKIGAI


Ci sono maratone che si corrono con le gambe. E poi ci sono maratone che si corrono con il cuore, con i sogni e con anni di chilometri alle spalle.

Alla Tokyo Marathon l’alba ha portato con sé molto più di una gara. Ha portato il momento in cui migliaia di runner da tutto il mondo si ritrovano sulla stessa linea di partenza, uniti da una passione che parla tutte le lingue. Non a caso il motto di questa edizione era “The day we unite”: il giorno in cui tutti diventiamo parte della stessa corsa.

In mezzo a quella marea di passi, di bandiere e di emozioni, c’era anche il nostro leone Gaetano Centra, pronto a scrivere il suo capitolo tra le strade della capitale giapponese.

E il suo racconto non poteva che iniziare con una parola giapponese capace di racchiudere tutto questo: Ikigai. Una parola che sta sospesa tra soddisfazione e malinconia, tra il traguardo raggiunto e la consapevolezza che ogni grande viaggio, quando finisce, lascia sempre dentro qualcosa che continua a correre.



IKIGAI: tra soddisfazione e malinconia.

Alla fine di questo lungo viaggio intorno al mondo sono questi i sentimenti che mi pervadono.

Eppure, se mi fermo un attimo, posso ancora sentire l'aria frizzante nei polmoni di quel mattino novembrino newyorkese del 2019, dove ho cominciato il mio viaggio intorno al mondo delle major, la pelle d'oca del passaggio sotto la porta di Brandeburgo, il profumo dei barbecue del patrot day nelle hills del new England alle porte di Boston, il vento dal lago Michigan che mi si infila tra i grattacieli di Chicago e l'urlo della folla al passaggio a Buckingham Palace (secondo solo al boato della First Avenue al termine del Queensboro Bridge). Fino a oggi, fino a qui, alla fine del mondo, a infiniti di km da casa, all'emozione di questa ultima fatica nipponica nell'affascinante Tokyo, megalopoli dicotomica, in bilico tra la sua scintillante e sorprendente modernità e la pace dei suoi tradizionali templi sospesi nel tempo.

In questa gara, forse per la prima volta, mi sono imposto di non contare il tempo, la prestazione, ma di far contare il "mio tempo", le mie emozioni, di guardare intorno a me e non il mio orologio al polso, di non aver paura di sprecare troppe energie "battendo i cinque" a tutti i bambini incontrati lungo il percorso. D'altronde è stata una gara in difesa, strappata davvero con le unghie e con i denti (visto l'unghia saltata alla maratona di Barletta 3 settimane fa e relativo dolore lancinante con ferita aperta...e poi ci si è messo pure un ascesso). Ma anche in queste condizioni ne è comunque uscita una gara dignitosa, credo.

In fondo il mio viaggio di corsa è iniziato 15 anni fa, quando partecipai per gioco e per scommessa a una garetta a Brescia. E in effetti se guardo i dati del mio garmin il giro del mondo di corsa l'ho fatto per davvero con le più di 25 maratone, con i miei 38.000 km di corsa, quasi la circonferenza terrestre.

Quindici anni di strade, sentieri, dislivelli, panorami fantastici, sveglie anticipate, sere stellate, albe, oscurità, freddo, afa, di me che ascolto il mio respiro.

15 anni di incontri, tante gara, viaggi e ancor più di introspezione.

È venuto probabilmente il tempo di un bilancio.

Perché malinconia? Perché ora "sono un po' stanco, penso che tornerò a casa adesso" (cit. Forest Gump). La corsa è stato il mio quotidiano per tanti anni (in Giappone hanno un termine bellissimo per definire una forte motivazione per la quale ti svegli e lotti ogni mattina: è ikigai) ma forse il running è diventato anche un pensiero troppo ingombrante in me. Non so se troverò ancora l'ikigai dopo aver segnato il mio nome tra i finisher delle major marathon. Ho necessità di un periodo sabbatico. Non so quanto durerà, di certo magari correrò qualche volta, ma per ora senza più il mio garmin, senza tabelle, senza impegni, senza obiettivi, solo per me stesso. Non credo che sarà un addio, ma certo un cambio di paradigma.

Ringraziamenti:

a mia moglie e alla mia famiglia cui forse ho rubato molto tempo ma che mi hanno sempre supportato con la loro presenza (anche qui).

A tutti i compagni di corse con particolare riferimento a voi del Brescia marathon con alcuni dei quali ho condiviso molti km, fatica, emozioni e tanto altro.

Sì, bella la medaglia di Tokyo, meraviglioso questo mega medaglione delle major marathon, ma la mia medaglia più importante è quella che ho trovato sul percorso! Perché la corsa mi ha cambiato profondamente e in meglio, è una insegnante prodiga ma tanto esigente.

In fondo nella vita, come nella corsa, non contano i passi che fai, ma le impronte che lasci.



Le parole di Gaetano Centra scorrono come chilometri lenti e profondi, di quelli che restano dentro. Un viaggio lungo quindici anni, passato tra le strade delle grandi città del mondo e i pensieri che solo la corsa sa tirare fuori.

E così, dopo l’ultima curva della Tokyo Marathon, il cronometro diventa quasi un dettaglio. Rimane invece qualcosa di molto più grande: la consapevolezza di aver chiuso un cerchio, di aver attraversato il mondo passo dopo passo, inseguendo un sogno che alla fine si è trasformato in realtà.

Ma le maratone, si sa, non finiscono davvero sotto lo striscione del traguardo.
Continuano nei racconti, negli sguardi complici tra compagni di squadra, nei momenti che restano impressi nelle fotografie.

E allora eccoli lì, Gaetano e Marco, seduti a un tavolo in un piccolo locale giapponese, con gli occhi ancora pieni di quella giornata infinita. Sul tavolo magari una birra, qualche piatto della tradizione nipponica, e tra loro quelle medaglie pesanti come storie vissute. Non serve dire molto: basta uno sguardo per capire cosa significa aver condiviso un’avventura così.

Le foto raccontano proprio questo:
due amici, due leoni della Brescia Marathon, arrivati dall’altra parte del mondo per inseguire un sogno… e tornati a casa con qualcosa di molto più prezioso di una medaglia.

Perché certe imprese non si misurano in chilometri.
Si misurano in emozioni condivise, in viaggi vissuti insieme e in ricordi che non smetteranno mai di correre.

E forse è proprio qui il vero significato di tutto.
Non solo arrivare lontano, ma farlo insieme.










mercoledì 4 marzo 2026

TOKYO MARATHON: TRIPLETE BSM

 


"Moushiwake gozaimasen"

In Giappone, chiedere scusa è considerato una vera e propria arte che combina parole specifiche e gesti fisici a seconda della gravità della situazione e della relazione tra le persone. 

Lo ammetto: niente inchino plateale né dimissioni in perfetto stile giapponese per un treno in ritardo… ma le scuse sì, quelle sono doverose.

Per una mia svista tecnica ho colpevolmente omesso dalla classifica della Tokyo Marathon un protagonista in maglia Green. E allora rimediamo subito.

A Tokyo è stata tripletta firmata Atletica Brescia Marathon. Dopo le imprese dei compagni, anche Diego Rossi ha scritto la sua pagina personale chiudendo la maratona in 5:03:10. Un tempo che racconta fatica, determinazione e un sogno portato fino in fondo tra i viali della capitale giapponese.

Ma non è solo una questione di cronometro: con questo traguardo Diego completa il circuito delle Abbott World Marathon Majors, conquistando la prestigiosa Six Star Medal. E, salvo smentite, stabilendo un primato tutto interno al Green Team: tre medaglie Major conquistate nella stessa giornata.

Tokyo parla bresciano. E oggi possiamo dirlo senza omissioni: è stata una giornata storica per la Brescia Marathon. 




martedì 3 marzo 2026

TOKYO MARATHON

 


Esistono 42.195 chilometri che non sono solo una distanza, ma un viaggio nel tempo. Correre la maratona di Tokyo significa partire tra i grattacieli di Shinjuku, attraversare il silenzio sacro dei templi e immergersi nell'energia elettrica di una città che non smette mai di correre insieme a te.

Il grido dei tifosi che incitano con un instancabile "Ganbatte!", il profumo dell'incenso che si mescola a quello dell'asfalto e un tappeto umano di 38.000 runners che si muove con la precisione di un orologio svizzero. Benvenuti a Tokyo, dove la maratona è molto più di una gara: è un rito collettivo di ordine, rispetto e bellezza pura.

Dal maestoso palazzo del Governo Metropolitano fino al traguardo iconico di Tokyo Station, la Maratona di Tokyo è la Regina d'Oriente delle World Majors. Un percorso piatto, veloce e intriso di una cultura millenaria che ti spinge oltre ogni limite, passo dopo passo, verso il cuore pulsante del Giappone.

Impresa, emozione, consacrazione.

I due leoni dell’Atletica Brescia Marathon hanno scritto una pagina straordinaria della loro storia sportiva tagliando il traguardo della Tokyo Marathon e completando il mitico circuito delle Abbott World Marathon Majors, conquistando la prestigiosa Six Star Medal.

Nella metropoli giapponese, tra ali di folla e un’organizzazione impeccabile, Gaetano Centra ha messo in campo esperienza e solidità, chiudendo la sua prova in 3:23:53. Una gara gestita con intelligenza, ritmo controllato e testa lucida fino all’ultimo chilometro, coronamento di un percorso costruito con dedizione e sacrificio.

Poco dopo è arrivato anche Marco Pezzini, che ha fermato il cronometro a 3:38:23, completando la sua fatica con determinazione e cuore. Per lui una maratona di carattere, affrontata con la consapevolezza di chi sa che ogni passo lo sta avvicinando a un traguardo ben più grande del tempo finale.

E poi quel momento. La consegna della super medaglia, simbolo di chi ha portato a termine le sei grandi maratone mondiali. Non solo un riconoscimento, ma il sigillo su anni di viaggi, allenamenti, levatacce, infortuni superati e sogni inseguiti tra Boston, Londra, Berlino, Chicago, New York e Tokyo.

Due leoni, un’impresa mondiale.
Orgoglio Green che attraversa i continenti.

E non è finita qui.

Marco “Pez” Pezzini può già mettere in bacheca un altro tassello di valore assoluto: nelle gambe ha infatti anche la Sydney Marathon, corsa lo scorso settembre, entrata ufficialmente dal 2025 nel circuito delle Abbott World Marathon Majors.

Un dettaglio che rende il suo percorso ancora più prestigioso. Perché se la Six Star Medal rappresenta il completamento di un sogno, Sydney apre un nuovo capitolo: un’altra sfida mondiale, un’altra medaglia da collezionare, un’altra partenza dall’altra parte del pianeta con lo stesso spirito da globetrotter della fatica.

Gaetano e Marco non hanno semplicemente corso una maratona: hanno completato un viaggio lungo anni, fatto di sacrifici, costanza e sogni inseguiti fino in fondo. Tokyo è il sigillo su un’impresa mondiale che parla di determinazione e orgoglio. Due leoni, una conquista che resta per sempre.
E il bello è che la storia… continua.

La Tokyo Marathon ha regalato una gara di altissimo livello tecnico e tempi straordinari.

Per la vittoria è una volata a quattro, lunga e feroce. Per il secondo anno consecutivo trionfa l’etiope Deresa Geleta Takele in 2:03:37, al termine di uno sprint serratissimo.

Poi c’è lui, Iliass Aouani: braccia larghe sul traguardo, sorriso pieno e crono storico di 2:04:26. È settimo europeo di sempre sulla distanza, davanti a una batteria di big africani.

A Tokyo, il 25 settembre, aveva conquistato il bronzo mondiale. A Tokyo, domenica 1 marzo, ha scritto un’altra pagina di storia.

Il 30enne milanese di origini marocchine migliora di 58 secondi il precedente primato nazionale e abbassa di 1:40 il proprio personale. Un salto di qualità impressionante per il portacolori delle Fiamme Azzurre, che torna così a indossare lo scettro di primatista italiano, già suo dal marzo 2023 quando a Barcellona aveva corso in 2h07’13”.

Aouani interpreta una gara praticamente perfetta. In una giornata di sole splendido ma insidiosa, con temperature salite dagli 11°C della partenza ai 15°C dell’arrivo, Aouani gestisce con lucidità ogni fase della corsa. Passaggi regolari, ritmo sempre in linea con l’obiettivo e una tenuta straordinaria nella seconda metà, quella dove si costruiscono – o si perdono – i grandi risultati.

Tokyo si conferma terra di imprese per l’azzurro. E questa volta il cronometro racconta una verità inequivocabile: l’Italia ha un maratoneta capace di correre stabilmente ai vertici mondiali.

Tra le donne firma un successo di prestigio la keniana Brigid Kosgei, che domina in 2:14:29.

Tokyo incorona ancora l’Africa, ma l’Italia si prende la scena con un Aouani mai così grande.










lunedì 2 marzo 2026

LE CORSE DELLA SETTIMANA

 ** VENERDI' 6/3 - SABATO 7/3

BIONE - MONTE PREALBA UP & DOWN - Trail di 48, 36, 24, 12 e 6 ore su percorsodi 10,1 km (D+ 730 mt) - Programma: Venerdì ore 10:00, Partenza 48h Venerdì ore 22:00, Partenza 36h - Sabato ore 10:00, Partenza 24h e 12h - Sabato ore 14:00, Partenza 6h - Partenze c/o Pala Aignep, Via Don Bazoli 1 - Info

** SABATO 7/3

SALE MARASINO - MONTE ISOLA APERI TRAIL - Ludico motorie : Trail di km 10,5 (D+ 570 mt) e Camminata di km 7,8 (D+ 390 mt) - Ritrovo ore 9:30 c/o Porto Sale Marasino - Info

VALLIO TERME - CAMMINATA NOTTURNA IN ROSA E NON ... - Ludico motorie di km 10 e 6 - Partemza ore 19:30 c/o Terme di Vallio

** DOMENICA 8/3

BRESCIA - BAM BRESCIA ART MARATHON - Maratona 42k e Mezza Maratona 21k - Partenza ore 8:30 da Largo Formentone / Via S.Faustino - Info

BRESCIA - BAM BCC BRESCIA 10k - Corsa Fidal di 10 km - Partenza ore 8:30 da Via X Giornate - Info

BRESCIA - BAM SPORTLAND EASY RUN - Ludico motoria di 10 km - Partenza ore 8:45 da Via X Giornate - Info

BRESCIA - BAM RONDINELLE FAMILY WALKING - Ludico motoria di 5 km - Partenza ore 9:30 da Via Piazza Vittoria - Info

POLPENAZZE d/G - CAMMINATA A POLPENAZZE - Ludico motorie HG di km 8 e 3,8 - Partenza ore 9:00 c/o Centro Sportivo, Via C.Battisti - Volantino

SEDENA di LONATO - DIECI PASSI DEL CASTELLO DI DRUGOLO - Competitiva e non ATP di km 9 ca. - Partenza ore 9:00 c/o Giardini di Via Pavoni - Volantino

domenica 1 marzo 2026

CAMMINATA A PORTO TORCHIO



Domenica 1 marzo tra una velata nebbia a Manerba del Garda. Con la partenza a Porto Torchio si è disputata la non competitiva di 8 km inserita nel Circuito Hinterland Gardesano. Nelle fotografie di Giuseppe Cherubini i nostri BSM in azione: Stefano Savani, Claudio Cavagnini e Romina Ferremi.













martedì 24 febbraio 2026

MAGNIFICA SALODIUM

 

La Magnifica Salodium non conosce crisi e nella 12esima edizione raggiunge quota 1000 , tanti sono stati i partecipanti alla gara di trail running organizzata da Garda Running.

Gli agonisti, 569 gli iscritti, sulle tre distanze sotto l’egida Uisp, poi i podisti 420, tanti i tagliandi a disposizione, nelle due prove ludico-motorie inserite nel calendario dell’Hinterland Gardesano che torna a Salò con una data nel suo intenso calendario dopo diversi anni.

La giornata soleggiata in riva al Benaco ha ripagato l’impegno degli organizzatori e di tutti i collaboratori sul percorso. Grande spettacolo quindi sui sentieri del Parco Alto Garda Bresciano con partenza ed arrivo accanto allo stadio intitolato a Lino Turina. La Magnifica Salodium inoltre è stata la quinta e ultima tappa del Challenge Uisp Trail Running. Nella Short trail: 17,5 km – 725 metri di dislivello positivo è stato il bresciano Andrea Bottarelli (U.A. Valtrompia) ad alzare le braccia al cielo, ancora una volta nel Challenge, chiudendo in 1h17’18” dopo un bel duello con Michele Massetti (Libertas Vallesabbia) 1.18.14. Al femminile conferma per la bergamasca Chiara Di Ceglie (Vanotti Running Team), che bissa il successo del 2025 con il tempo di 1h36’55”. Sul podio anche Chiara Vitale (Tricolore Sport Marathon)1.37.15 e Cristina Manni (Libertas Vallesabbia) 1.41.21.

L’Atletica Brescia Marathon ha timbrato la presenza anche su questo appuntamento, schierandosi allo start con Marco Pea, impegnato sul tracciato corto. Una prova tutt’altro che semplice, immersa tra boschi e panorami di grande suggestione, che ha richiesto resistenza, gestione e capacità di adattamento. Marco ha interpretato il percorso con solidità, portando a termine la gara in 2:07:34, confermando affidabilità e spirito di sacrificio. Un risultato che racconta ancora una volta la versatilità della nostra Squadra, capace di farsi trovare pronta anche sui terreni più impegnativi.

Spazio anche alla versione non competitiva, dove a rappresentare i colori dell’Atletica Brescia Marathon c’era la coppia formata da Claudio Cavagnini e Romina Ferremi. Per loro una partecipazione vissuta nel segno del piacere di correre e di condividere il percorso, tra la natura, senza l’assillo del cronometro ma con lo stesso entusiasmo che contraddistingue il Green Team. Le fotografie sono del nostro Henry Cassago. Nel link le classifiche complete.




RISULTATI  E  CLASSIFICHE









lunedì 23 febbraio 2026

LE CORSE DELLA SETTIMANA

** SABATO 28/2

PAITONE - GIRO A SAN MARTINO - Trail ATP competitivo e non di km 7,5 - Partenza ore 15:30 c/o Casa Battista Lombardi, Loc. Marguzzo - Volantino

AVENONE (PERTICA BASSA) - LA SPASS SERATA - Trekking enogastronomico di km 10 ca. (D 500 mt) - Partenza ore 16:00 c/o Borgo di Spessio - Info

VEZZA d'OGLIO - CASPOLADA AL CHIARO DI LUNA - Camminata notturna con racchette da neve di km 9 - Partenza ore 19:00 da Piazza 4 Luglio 1866 - Info

** DOMENICA 1/3

MANERBA d/G - CAMMINATA A PORTO TORCHIO - Ludico motorie HG di km 8 e 3,5 - Partenza ore 9:00 c/o Porto Torchio, Via P.Grassi 4

BRESCIA - LA CORSA ROSA - Ludico motoria di km 6 - Partenza ore 10:00 da Piazza Vittoria - Info

domenica 22 febbraio 2026

OLIMPIADI CHIUSE BSM CORRE



Brescia Marathon, allenamento da podio nel giorno che spegne il fuoco olimpico

Nel giorno in cui la fiamma olimpica si abbassa e Cortina saluta i Giochi, a Brescia si accende un altro simbolo di sport autentico: quello della fatica condivisa. L’Atletica Brescia Marathon ha scelto proprio la domenica della chiusura olimpica per ritrovarsi sulle strade della città e mettere in scena un allenamento corale, compatto, quasi solenne.

Un gruppo numeroso, affiatato, con chilometri diversi ma un’unica direzione: crescere insieme. C’è chi ha spinto un po’ di più, chi ha gestito, chi ha accompagnato. Come sempre, un menù ricco e variegato di distanze, segno di una squadra che sa rispettare i tempi di tutti senza rinunciare all’ambizione.

Mentre in televisione scorrevano le immagini delle medaglie e delle bandiere, qui si celebrava un altro tipo di Olimpiade: quella quotidiana, fatta di sveglie all’alba, sorrisi a fine allenamento e spirito di appartenenza. Nessun podio, ma lo stesso orgoglio. Perché se il fuoco olimpico si spegne, quello della Brescia Marathon continua a correre.