La 14ª edizione della Salò for Telethon, andata in scena domenica 19 aprile, ha confermato tutto il suo fascino… e ha alzato ulteriormente l’asticella. I numeri parlano chiaro: ben 400 iscritti alla gara competitiva e 354 atleti al traguardo, contro i 240 finisher dello scorso anno. Una crescita importante, che racconta di un evento sempre più amato, capace di attirare runner da tutto il territorio (e non solo).
E poco importa se il meteo non è stato dei più clementi: una pioggia battente ha accompagnato gli atleti lungo tutto il percorso, rendendo la gara ancora più sfidante. Ma lo sport, si sa, ha un tempismo tutto suo: appena il tempo di rientrare allo stadio Turina per le premiazioni… ed ecco spuntare un tiepido sole primaverile, quasi a voler celebrare lo sforzo di tutti i partecipanti.
La gara nazionale di 10 km, organizzata da Runner Salò, si è sviluppata sul collaudato tracciato cittadino e collinare che abbraccia le strade del golfo salodiano. Un percorso “nervoso”, tecnico e impegnativo, ma allo stesso tempo capace di regalare scorci suggestivi che rendono ogni fatica più sopportabile.
Sul fronte agonistico, poche sorprese ma grandi conferme. La vittoria maschile è andata ancora una volta a Mohammed Zouioula (Atletica Rodengo Saiano Mico), che ha fermato il cronometro a 33:05. Alle sue spalle, come già accaduto lo scorso anno, Batel Abdellatif (Atletica Rodengo Saiano Mico) in 33:37, mentre a completare il podio è stato Michele Massetti (Libertas Vallesabbia) con un ottimo 33:43.
In campo femminile, dominio assoluto per Angela Girelli (Atletica Gavardo 90), che conquista l’ennesima vittoria in 38:56. A completare il podio, tutto a tinte Gavardo, le compagne di squadra Paola Battaglia (40:13) e Silvia Casella (40:57).
Se c’è una squadra che ha saputo farsi notare anche sotto il rovescio d'acqua, quella è senza dubbio il Green Team dell’Atletica Brescia Marathon. I suoi “leoni” hanno conquistato un meritatissimo terzo posto nella classifica di società, dimostrando ancora una volta spirito di squadra, determinazione e una buona dose di carattere. Certo, diciamolo con un sorriso: tra qualche forfait dell’ultimo minuto e qualche “temerario” che ha deciso che correre sotto la pioggia non fosse esattamente la sua vocazione - chiamiamola prudenza -, il secondo posto sarebbe stato decisamente alla portata. Ma va bene così: anche perché le gare si vincono sul campo, ma si raccontano anche con un pizzico di ironia. Davanti a tutti, impossibile non citare la solida e ben organizzata Atletica Gavardo 90, una vera e propria corazzata che si è presa con autorità il gradino più alto del podio. Alle loro spalle la F.O. Running Team, che ha conquistato un ottimo secondo posto.
E poi noi: presenti, combattivi e sempre pronti a dire la nostra. Perché al di là della classifica, quello che resta è lo spirito. Già nel riscaldamento cadevano le prime gocce, quasi a voler dare un assaggio di quello che sarebbe stato. Eppure il Green Team si è presentato sulla linea di partenza con un’idea molto chiara: partire forte e chiudere la pratica senza troppi giri di parole. Abituati a raccontare questa gara con il sole sul lago e temperature quasi estive, quest’anno Salò ha cambiato copione: cielo gonfio, aria frizzante e un golfo decisamente più “nordico” del solito. Ma aprile è così, ti illude e poi… ti frega sempre.
E in queste condizioni, chi tira fuori il carattere fa la differenza. Nella nostra speciale classifica interna, il più veloce tra i leoni è stato uno straordinario Giuseppe Ricciardi: 39:04 e via negli spogliatoi, con la sensazione di aver fatto il proprio dovere fino in fondo. Subito dietro Max Ghj Ghidini, lo “stambecco di Lumezzane”, che con un solido 40:09 conferma di trovarsi a suo agio anche quando la strada si fa dura. Terza piazza per Fabrizio Pillitu, che chiude in 40:58 completando un podio tutto grinta.
Tra le leonesse, riflettori puntati su una splendida Elena Mattu: 43:42 che vale il miglior crono del team femminile e, ciliegina sulla torta, primo posto di categoria. Una prova da incorniciare. Alle sue spalle Lidia Luzzardi in 52:57, che si regala anche un meritatissimo terzo posto di categoria, e Cinzia Biasetti con 56:32.
Applausi, però, vanno a tutte le leonesse: perché non era affatto scontato mettersi in gioco con un meteo così, soprattutto quando dalle salite delle Zette scendevano veri e propri rigagnoli d’acqua. Qui non si tratta solo di correre, ma di voler esserci.
E i podi non finiscono qui: doppio premio per Paola Chiodelli, che sale sul podio due volte, conquistando il titolo Senior e un ottimo secondo posto di categoria.
Capitolo emozioni: a Salò è andato in scena anche il debutto di Simone Savani JR con i nostri colori. Sotto lo sguardo attento di papà Stefano, fermo ai box e “in panchina” sotto l’ombrello, il giovane classe 2005 non ha perso tempo: primo posto di categoria al primo colpo. Non male come biglietto da visita. Bravo Simone. E avanti così, Green Team. Qui si continua a correre, con qualsiasi tempo. Sempre.
Apriamo la nostra immancabile finestra sulla Coppa Cobram, quella dove oltre al cronometro contano orgoglio, rivalità (sane) e qualche sfottò ben piazzato.
Al maschile, in vetta c’è sempre lui: Giuseppe Ricciardi, leader solido che continua a dettare il ritmo e a tenere tutti a distanza di sicurezza. Ma attenzione perché alle sue spalle Max Ghj Ghidini non è più in modalità osservazione: quest’anno è partito forte, determinato, e si è messo in testa di rendere la vita difficile al capofila. Terza posizione per Max Rebollini, che resta agganciato senza perdere troppo terreno… pronto ad approfittare di qualsiasi passo falso. Tradotto: la lotta è tutt’altro che chiusa.
Tra le leonesse, invece, si inizia a intravedere un copione più netto. Elena Mattu è saldamente al comando e gara dopo gara sta costruendo un piccolo vuoto dietro di sé. Passo deciso, continuità e zero cali: per ora è lei il riferimento. Alle sue spalle Eleonora Marchetti prova a reggere il ritmo, ma vede Elena allontanarsi settimana dopo settimana. Occhio però al terzo incomodo: Chicca Fioretti, che da dietro osserva e… prepara l’attacco. La sensazione è che la corsa per il secondo posto sia tutt’altro che chiusa.
Insomma, la Coppa Cobram entra nel vivo: davanti c’è chi prova a scappare, dietro chi non molla di un metro. E noi? Popcorn alla mano e cronometro acceso. Qui ci si diverte sul serio. Tante care cose.


