martedì 3 marzo 2026

TOKYO MARATHON

 


Esistono 42.195 chilometri che non sono solo una distanza, ma un viaggio nel tempo. Correre la maratona di Tokyo significa partire tra i grattacieli di Shinjuku, attraversare il silenzio sacro dei templi e immergersi nell'energia elettrica di una città che non smette mai di correre insieme a te.

Il grido dei tifosi che incitano con un instancabile "Ganbatte!", il profumo dell'incenso che si mescola a quello dell'asfalto e un tappeto umano di 38.000 runners che si muove con la precisione di un orologio svizzero. Benvenuti a Tokyo, dove la maratona è molto più di una gara: è un rito collettivo di ordine, rispetto e bellezza pura.

Dal maestoso palazzo del Governo Metropolitano fino al traguardo iconico di Tokyo Station, la Maratona di Tokyo è la Regina d'Oriente delle World Majors. Un percorso piatto, veloce e intriso di una cultura millenaria che ti spinge oltre ogni limite, passo dopo passo, verso il cuore pulsante del Giappone.

Impresa, emozione, consacrazione.

I due leoni dell’Atletica Brescia Marathon hanno scritto una pagina straordinaria della loro storia sportiva tagliando il traguardo della Tokyo Marathon e completando il mitico circuito delle Abbott World Marathon Majors, conquistando la prestigiosa Six Star Medal.

Nella metropoli giapponese, tra ali di folla e un’organizzazione impeccabile, Gaetano Centra ha messo in campo esperienza e solidità, chiudendo la sua prova in 3:23:53. Una gara gestita con intelligenza, ritmo controllato e testa lucida fino all’ultimo chilometro, coronamento di un percorso costruito con dedizione e sacrificio.

Poco dopo è arrivato anche Marco Pezzini, che ha fermato il cronometro a 3:38:23, completando la sua fatica con determinazione e cuore. Per lui una maratona di carattere, affrontata con la consapevolezza di chi sa che ogni passo lo sta avvicinando a un traguardo ben più grande del tempo finale.

E poi quel momento. La consegna della super medaglia, simbolo di chi ha portato a termine le sei grandi maratone mondiali. Non solo un riconoscimento, ma il sigillo su anni di viaggi, allenamenti, levatacce, infortuni superati e sogni inseguiti tra Boston, Londra, Berlino, Chicago, New York e Tokyo.

Due leoni, un’impresa mondiale.
Orgoglio Green che attraversa i continenti.

E non è finita qui.

Marco “Pez” Pezzini può già mettere in bacheca un altro tassello di valore assoluto: nelle gambe ha infatti anche la Sydney Marathon, corsa lo scorso settembre, entrata ufficialmente dal 2025 nel circuito delle Abbott World Marathon Majors.

Un dettaglio che rende il suo percorso ancora più prestigioso. Perché se la Six Star Medal rappresenta il completamento di un sogno, Sydney apre un nuovo capitolo: un’altra sfida mondiale, un’altra medaglia da collezionare, un’altra partenza dall’altra parte del pianeta con lo stesso spirito da globetrotter della fatica.

Gaetano e Marco non hanno semplicemente corso una maratona: hanno completato un viaggio lungo anni, fatto di sacrifici, costanza e sogni inseguiti fino in fondo. Tokyo è il sigillo su un’impresa mondiale che parla di determinazione e orgoglio. Due leoni, una conquista che resta per sempre.
E il bello è che la storia… continua.

La Tokyo Marathon ha regalato una gara di altissimo livello tecnico e tempi straordinari.

Per la vittoria è una volata a quattro, lunga e feroce. Per il secondo anno consecutivo trionfa l’etiope Deresa Geleta Takele in 2:03:37, al termine di uno sprint serratissimo.

Poi c’è lui, Iliass Aouani: braccia larghe sul traguardo, sorriso pieno e crono storico di 2:04:26. È settimo europeo di sempre sulla distanza, davanti a una batteria di big africani.

A Tokyo, il 25 settembre, aveva conquistato il bronzo mondiale. A Tokyo, domenica 1 marzo, ha scritto un’altra pagina di storia.

Il 30enne milanese di origini marocchine migliora di 58 secondi il precedente primato nazionale e abbassa di 1:40 il proprio personale. Un salto di qualità impressionante per il portacolori delle Fiamme Azzurre, che torna così a indossare lo scettro di primatista italiano, già suo dal marzo 2023 quando a Barcellona aveva corso in 2h07’13”.

Aouani interpreta una gara praticamente perfetta. In una giornata di sole splendido ma insidiosa, con temperature salite dagli 11°C della partenza ai 15°C dell’arrivo, Aouani gestisce con lucidità ogni fase della corsa. Passaggi regolari, ritmo sempre in linea con l’obiettivo e una tenuta straordinaria nella seconda metà, quella dove si costruiscono – o si perdono – i grandi risultati.

Tokyo si conferma terra di imprese per l’azzurro. E questa volta il cronometro racconta una verità inequivocabile: l’Italia ha un maratoneta capace di correre stabilmente ai vertici mondiali.

Tra le donne firma un successo di prestigio la keniana Brigid Kosgei, che domina in 2:14:29.

Tokyo incorona ancora l’Africa, ma l’Italia si prende la scena con un Aouani mai così grande.










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