Livigno ci regala ossigeno, gambe leggere e una staffetta da ricordare
Con oltre 1.600 iscritti, la Stralivigno 2026 che si è disputata sabato 18 luglio ha riscritto la propria storia, frantumando ogni record di partecipazione e confermandosi uno degli appuntamenti più affascinanti del panorama podistico estivo. Un percorso che attraversa il centro storico, costeggia il torrente Spöl, si addentra nei sentieri immersi nel verde e regala il suggestivo passaggio tra le Tee, un mix perfetto di tecnica, paesaggi alpini e natura incontaminata. A dominare la gara maschile è stato il ceco Jáchym Kovář (Mizuno Team), che ha chiuso in 1:16:23, precedendo Luca Cantoni e Michele Massetti (Libertas Valsabbia). Tra le donne successo della connazionale Teresa Hrochová (Team Puma), vittoriosa in 1:25:11 davanti a Vittoria Di Dato e Tereza Rudolfova.
Per l'Atletica Brescia Marathon, invece, la trasferta in Alta Valtellina aveva un sapore diverso. Niente assalto alla classifica assoluta, ma una bellissima esperienza vissuta con la formula della staffetta, condividendo chilometri, fatica e panorami mozzafiato. Il percorso era diviso in due frazioni ben diverse tra loro. La prima, più veloce e filante, con meno di dieci chilometri. La seconda decisamente più impegnativa: undici chilometri con un dislivello quasi doppio e una serie di strappi che accompagnavano i runner oltre quota 2.000 metri.
La coppia femminile ha visto protagoniste l'amica Claudia Cossetti dell'U.S. Rogno impegnata nella prima parte e la nostra leonessa Barbara Mattiello, che ha affrontato la seconda frazione più impegnativa. Le due hanno chiuso la loro prova in 2:03:54, conquistando anche un ottimo quinto posto di categoria.
In campo maschile è toccato a Ivan Materossi lanciare la staffetta, consegnando il testimone a Stefano Beltrami, chiamato a domare la parte più dura del percorso. Insieme hanno completato i 21 chilometri in 1:54:13, portando al traguardo un'altra bella prestazione targata Green Team.
Tra un incitamento e una fotografia è spuntato al cambio staffetta anche il Momo appostato a bordo sentiero a fare il tifo per il suo Matteo... e per i incoraggiare i nostri. "Dai Barbara, che dopo la curva spiana!" incita lui con l'entusiasmo di sempre. Immancabili anche gli amici dell'Atletica Gavardo 90.
Ma, cronometro a parte, il ricordo più bello di questa trasferta resterà probabilmente un altro. Dopo settimane passate ad allenarsi nella cappa afosa della Pianura Padana, ritrovarsi a correre con 10-15 gradi, respirando l'aria fresca di Livigno, è stato quasi terapeutico. Una sensazione dimenticata, capace di rigenerare gambe, testa e polmoni. Per tre giorni abbiamo lasciato alle spalle afa, umidità e notti tropicali, ritrovando il piacere di correre senza dover combattere prima di tutto contro il caldo.
A volte il cronometro racconta una gara. L'aria di montagna, invece, racconta molto di più.