mercoledì 4 novembre 2026

DALL'INFERNO A CENTRAL PARK




Polemichetta…

Non c'entra nulla con la serata che stiamo presentando, ma colgo l'occasione per condividere una riflessione, anche perché ho vissuto personalmente situazioni simili a Chicago, durante la mia maratona.

Oggi il mondo del running sembra avere sempre più una componente materialistica e, forse, anche un po' esibizionistica. In ogni angolo trovi qualcuno con il telefono in mano, intento a riprendersi. Sembra quasi che a volte si facciano le cose più per raccontarle e mostrarle che per viverle davvero. Un po' lo specchio della superficialità dei nostri tempi.

Un altro aspetto che mi sorprende è il numero crescente di persone che affrontano la maratona camminando. Sia chiaro: non ho assolutamente nulla contro chi cammina, ognuno vive la propria esperienza come meglio crede e ogni traguardo merita rispetto. Ma una domanda, provocatoriamente, me la pongo: possiamo ancora parlare di maratona nello stesso senso in cui è nata questa disciplina?

Forse sarebbe il caso di riflettere anche sugli estremi e sul significato stesso della prova.

Del resto, la storia ci ricorda che Filippide corse da Maratona ad Atene per consegnare un messaggio. Se avesse deciso di percorrere quella distanza camminando, forse quel messaggio non sarebbe mai arrivato.

Una provocazione, naturalmente. Ma anche uno spunto per riflettere su come sta cambiando il nostro modo di vivere e interpretare la corsa.

Tante care cose.


 

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