Ci sono foto che raccontano una gara. E poi ci sono foto come questa, che raccontano una prestazione perfetta.
Nicola è lì, nel momento esatto in cui tutto torna: postura composta, sguardo avanti, ritmo ancora pulito nonostante i chilometri nelle gambe. Il cronometro segna 2:42:23, ma quello che colpisce davvero è come ci è arrivato: senza strappi, senza cedimenti, con quella sicurezza che solo chi ha preparato tutto nei dettagli può permettersi.
E ripensando alle sue parole di ieri — “cercherò di scendere ancora di qualche minuto” — viene quasi da sorridere. Perché questa non è una prestazione da inseguire… è già una prestazione da riferimento.
In mezzo al rumore della città, tra le transenne e il tifo, Nicola sembra correre in una dimensione tutta sua. Lucido, continuo, efficace. È la fotografia di chi ha trovato il proprio passo… e lo ha tenuto fino in fondo.
E allora sì, se questo è il punto di partenza, viene solo da chiedersi: fin dove può arrivare ancora il nostro Ongaro?
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