lunedì 13 aprile 2026

MILANO MARATHON



Milano va sempre più di corsa: lo conferma la sua maratona numero 24, per la terza volta consecutiva griffata Wizz Air. Oltre 15mila i partecipanti alla prova sui 42 km, un record, ai quali si sono aggiunti i 16mila della staffetta (4000 quartetti) e i circa 10mila che sabato hanno preso parte alla Family Run. Insomma: un successo di numeri e non solo. Anche il nuovo percorso, filante e veloce, con i primi 13 chilometri rivoluzionati rispetto al passato, supera l’esame a pieni voti. Al resto ci pensa il meteo, favorevole per tutti, con il cielo coperto e il termometro che alle 8.15, ora della partenza da corso Sempione, è intorno ai 12 gradi e un paio di ore più tardi, all’arrivo dei top runners in piazza Duomo, non supera i 15.  Vince il 27enne keniano Vitalis Kibiwott in 2:06:36 e lo fa in gande stile, rimanendo solo in testa sin da poco dopo il 32° km. La vera selezione, come spesso succede, avviene intorno al 25° (passaggio alla mezza in 1:02:57), quando il gruppo leader è composto da quattro atleti e da una lepre. Insieme a Kibiwott ci sono i connazionali Amos Kiplagat, Elkana Kiprop e l’etiope Dinkalam Adane. Vitalis ha azione elegante e, appunto al 32° km, rompe gli indugi con un chiaro attacco. Non gli risponde praticamente nessuno e gli ultimi dieci km diventano un “one man show”. Secondo è Kipkagat (2:08:16), terzo Laban Kiplimo, altro keniano (2:08:24). In campo femminile successo etiope, con Yeshi Kalayu Chekole. Fa corsa praticamente solitaria sin dalle prima battute e si impone in un significativo 2:20:15 (1:09:35 alla mezza). Alle sue spalle le connazionali Eebbissee Eddeessaa (2:21:13) e Sinta Getahun (2:25:29). 

Ma tra i 15mila cuori che hanno battuto sull’asfalto milanese, ce n’è uno che per i colori dell’Atletica Brescia Marathon ha fatto rumore. Ed è quello di Nicola Ongaro. Il nostro “Kipongaro” corre una maratona da incorniciare: 2:42:23 il tempo finale, con un passaggio alla mezza in 1:20:09 e una gestione da atleta vero. Ritmo costante, testa lucida e gambe che girano sempre tra i 3:47 e i 3:50 al chilometro. Una prestazione solida, costruita metro dopo metro, senza cedimenti, senza compromessi. Entrare tra i primi 130 assoluti in una maratona di questo livello non è solo un risultato: è una dichiarazione. È il segno di un atleta che si conosce e che sa trasformare ogni gara in un passo avanti. Personal best centrato e ritmo da manuale. Nicola non ha solo corso Milano. L’ha interpretata.  




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