domenica 26 aprile 2026

CAMMINATA SUL MONTE NETTO



Il 25 aprile a Poncarale ha un appuntamento fisso che sa di tradizione, fatica e comunità: la Camminata sul Monte Netto. E anche la 18ª edizione, andata in scena ieri mattina, ha confermato tutto il valore di una manifestazione che anno dopo anno continua a crescere.

A esprimere soddisfazione per l’ottima riuscita dell’evento è stato il presidente dell’Atletica Poncarale Lidio Scalvini, giustamente orgoglioso per una macchina organizzativa ben orchestrata e capace di regalare una mattinata di sport impeccabile.

Con partenza e arrivo da Poncarale, il percorso di 11,5 km è stato disegnato per far divertire tutti i partecipanti: sterrato e asfalto si sono alternati tra i saliscendi del Monte Netto, offrendo un tracciato vario e mai banale, perfetto sia per chi correva forte sia per chi voleva godersi il cammino. Alla partenza si sono presentati circa 400 iscritti tra runners e camminatori, numeri che raccontano il successo di una manifestazione ormai entrata nel cuore del territorio. E accanto agli atleti, come sempre, fondamentali i volontari. Tra questi anche noi dell’Atletica Brescia Marathon, presenti per dare una mano a far girare al meglio ogni ingranaggio dell’organizzazione. Tanti leoni BSM distribuiti nei punti strategici tra percorso e ristori, con lo spirito di squadra che ci contraddistingue anche quando non c’è un pettorale addosso. Menzione speciale per Max Il Rebo Rebollini, che con la sua voce da speaker ha accompagnato la mattinata regalando energia, sorrisi e quel tocco in più che rende speciali questi eventi. Al termine della manifestazione è scattato il meritato applauso per tutti coloro che hanno contribuito a rendere sicuro e sorprendente l’appuntamento. In prima fila, oltre a Lidio Scalvini, anche Simone Pochetti e Davide Diotti, che hanno voluto ringraziare personalmente tutti i volontari coinvolti.

Sul piano sportivo, la prova non competitiva ha visto il successo di Stefano Goffi dell’Atletica Vighenzi e di Marisa Bertoli dell’Atletica Gavardo 90. Primo premio come gruppo agli amici del Circolo Podisti Amatori, rappresentati dal presidente Pierangelo Glisenti.

A margine della bella mattinata, qualcuno ha fatto notare la differenza nelle premiazioni: primi 10 uomini premiati e prime 5 donne sul podio. Osservazione legittima, che merita però di essere letta con il giusto spirito e soprattutto nel contesto reale di queste manifestazioni. Chi conosce eventi come la Camminata sul Monte Netto sa bene che qui si lavora con passione, volontariato e tanta buona volontà. Non ci sono seconde intenzioni, né tantomeno la volontà di discriminare qualcuno. Nessuno è stato messo in secondo piano: si tratta molto più semplicemente di scelte organizzative spesso legate ai numeri degli iscritti, alle categorie presenti, ai premi disponibili e a consuetudini che arrivano da anni precedenti. In sostanza: tutto è stato fatto in assoluta buona fede. Con l’obiettivo di premiare il merito, valorizzare la partecipazione e chiudere una giornata di sport nel miglior clima possibile. Detto questo, il confronto è sempre utile. Aggiungiamo poi un dettaglio fondamentale, che forse vale più di qualsiasi polemica: si trattava di una gara non competitivaQuesto cambia parecchio la prospettiva. In manifestazioni di questo tipo, le premiazioni hanno soprattutto un valore simbolico, conviviale, quasi celebrativo. Non siamo davanti a un campionato ufficiale o a una prova federale dove ogni aspetto del regolamento deve seguire criteri rigidi e codificati. Qui il cuore dell’evento resta la partecipazione, il piacere di esserci, il ritrovarsi il 25 aprile su un percorso amato da tanti. Premiare i primi arrivati serve a dare un momento di festa finale, a strappare un applauso e a valorizzare chi si è distinto nella giornata, ma senza trasformare tutto in una questione da VAR podistico. In sintesi nessuna discriminazione, ma una gestione organizzativa interna pensata in totale buona fede dentro il contesto di una corsa amatoriale e non competitiva. Lo sport cresce anche grazie a osservazioni costruttive, e magari già dalle prossime edizioni si potrà ragionare su formule ancora più equilibrate e inclusive nelle premiazioni. Ma senza processi inutili: qui ha vinto soprattutto la voglia di stare insieme, correre e far bene le cose. E questo, sul Monte Netto, si è visto chiaramente.

Per chiudere è stata una giornata riuscita, vera, partecipata. Dove si corre, si cammina e soprattutto si costruisce comunità. E in tempi come questi, non è poco. Tante care cose.



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