E se la StraPuegnago voleva confermare il successo ottenuto lo scorso anno, la risposta è arrivata forte e chiara dalle iscrizioni. Sold out per la competitiva da 9,9 chilometri con 410 atleti al via e oltre 700 partecipanti tra non competitiva e camminata. Numeri che fanno sorridere gli organizzatori e certificano la crescita di una manifestazione che ormai si è ritagliata un posto importante nel panorama podistico bresciano. La quinta prova del Grand Prix Felter Costantino non è stata soltanto una gara. È stata soprattutto una festa dello sport e della partecipazione, particolarmente sentita dal Gruppo Felter che giocava in casa e che continua a portare avanti con passione il ricordo di Costantino Felter attraverso la borsa di studio destinata alla ricerca di nuove terapie contro il tumore al pancreas. Il lavoro di Paolo Felter e di tutto il suo staff sta dando risultati evidenti. Dopo il successo della StraManerba, anche Puegnago risponde presente e l'Hinterland Gardesano sembra davvero aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori.
Sul piano agonistico la gara è partita subito a ritmi infernali. Nessuno ha aspettato e i migliori si sono messi a fare selezione fin dai primi metri. Alla fine il favorito della vigilia ha rispettato il pronostico. Mihail Sirbu, atleta moldavo naturalizzato italiano e tesserato per l’Atletica Vomano, ha demolito il precedente record della corsa fermando il cronometro a 31:57, primo uomo della storia della StraPuegnago a scendere sotto il muro dei 32 minuti. Seconda piazza per Stefano Goffi della Polisportiva Vighenzi Padenghe in 32:39, mentre completa il podio Davide Bottarelli del GS Orobie in 33:58.
Tra le donne continua invece il regno incontrastato di Angela Girelli, autentica Regina di Puegnago. La portacolori dell’Atletica Gavardo 90 bissa il successo dello scorso anno in 40:58, precedendo le compagne di squadra Marisa Bertoli e Silvia Casella.
E veniamo ai nostri leoni. L’Atletica Brescia Marathon si è presentata sulle colline gardesane con una pattuglia numerosa, combattiva e decisamente agguerrita. Tanto che, al termine della mattinata, è arrivato un ottimo quarto posto nella classifica di società, appena ai piedi del podio ma davanti a molte squadre blasonate. Nella nostra personale classifica interna, il copione ormai è noto. Il più veloce l'è semper lù. Giuseppe Ricciardi ferma il cronometro a 43:01 e mette ancora una volta il muso davanti a tutti. Ma stavolta il margine è stato ridottissimo. Perché Max Ghj Ghidini è partito forte, col coltello tra i denti, e per buona parte del tracciato ha fatto l’andatura stando davanti. Beppe, però, è rimasto sempre a distanza di sicurezza, senza perdere contatto. Poi, nel finale, quando Max ha accusato un leggero calo, Beppe ne ha approfittato e lo ha infilato nel momento decisivo. Max chiude comunque con un ottimo 43:14: appena 13 secondi di distacco. Praticamente il tempo di allacciarsi una scarpa. E la sensazione, guardando come è andata, è che la prossima sfida della Cobram sarà ancora più calda. E come se non bastasse, alle loro spalle sbuca il sempre più competitivo Marco Meris, che piazza un eccellente 43:19. Diciotto secondi tra il primo e il terzo. Più che una classifica sembra una volata ciclistica.
Sul fronte femminile continua invece la stagione da protagonista di Elena Mattu, prima leonessa al traguardo in 46:42. Una prestazione che le vale anche il terzo posto di categoria, confermando il suo ruolo di leader del branco femminile. Alle sue spalle un'altra certezza verde: Barbara Mattiello, che chiude in 47:21 e sale anche lei sul podio con un meritato secondo posto di categoria. Completano la spedizione femminile Cinzia Biasetti in 1:02:40, Chicca Fioretti in 1:06:32 e Antonia Sparapani in 1:09:18.
E mentre il Grand Prix continua a regalare battaglie e classifiche sempre più interessanti, una cosa è certa: la lotta per la nostra personalissima Coppa Cobram è più aperta che mai. Ricciardi resta davanti, ma Ghidini ormai sente il profumo della preda. E quando il distacco si misura in pochi secondi, basta una giornata storta, una salita presa male o un piatto di pasta in meno la sera prima per cambiare tutto. La caccia è ufficialmente aperta. Tante care cose.
Nel link tutte le fotografie di Maestro Henry.
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