Passano gli anni, cambiano le mode, si susseguono governi, crisi e rivoluzioni nel panorama mondiale. Ma una certezza resta incrollabile: il programma della Straprealpino non lo cambieranno mai. Un'altra classica serale dell'estate bresciana è andata in scena venerdì 12 giugno con partenza dall'oratorio del Villaggio Prealpino. Dietro le quinte, come sempre, l'ottima organizzazione degli amici della Running Prealpino, supportati dal nostro instancabile Vichingo Giovanni Benedusi, che oltre a collezionare maratone continua a spendersi per il movimento podistico locale. Sul collaudato percorso da circa 10 chilometri, i leoni verdi hanno risposto presente sia in gara sia nel dopo gara, tanto che al termine della manifestazione è arrivato anche il riconoscimento per il settimo posto nella classifica dei gruppi più numerosi. Un premio che magari non finirà nella bacheca delle grandi imprese sportive, ma che racconta qualcosa di importante: la voglia di esserci, di condividere una serata tra amici e di sostenere una delle corse più amate dell'estate bresciana. E poi, come sempre, una volta archiviata la fatica arriva il momento più atteso. Quello in cui si mettono via i cronometri e si aprono le danze del dopo gara. Salame, birra e Alessio Giugno. Ormai una colonna portante della Straprealpino. Il Carlo Conti bresciano, ufficialmente nominato ospite fisso a vita della manifestazione, che puntualmente si impossessa del microfono e canta a squarciagola come se fosse la serata finale del Festival di Sanremo. Perché la Straprealpino è un po' come quell'amico che incontri ogni anno e che trovi esattamente come lo avevi lasciato. E, in un mondo che cambia continuamente, forse è proprio questo il suo segreto. Grazie a Roby Cadoli per le fotografie. Nel mini fotoalbum anche gli arrivi di Maurizio Brienza.
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