La giornata era iniziata nel peggiore dei modi. Lungo la strada verso Pisogne la pioggia cadeva con una violenza tale da far vacillare anche i più motivati. Acqua a secchiate, tergicristalli al massimo e quella sensazione che ogni runner conosce bene: "Ma chi me l'ha fatto fare?" Mentre accompagniamo l'auto in zona arrivo il cielo sembra non voler concedere tregua. Anzi, pare quasi divertirsi a riversare sul Sebino tutto quello che ha in serbo. Per un attimo l'idea di rinunciare passa davvero per la testa.
Poi succede qualcosa. Rientrando verso Iseo, mentre si gira alla disperata ricerca di un parcheggio, come per incanto la pioggia si ferma. Non diminuisce. Non rallenta. Semplicemente sparisce. Una finestra perfetta. Come se qualcuno lassù avesse deciso di regalare ai runner esattamente le condizioni ideali per affrontare i 21 chilometri della seconda Lago d’Iseo Half Marathon. E così è stato. Temperatura perfetta, aria umida, ma più fresca e il lago che si mostrava in tutta la sua bellezza lungo il percorso che attraversava Marone, Sulzano, Sale Marasino e infine Pisogne. Salvo poi attendere che tutti tagliassero il traguardo per ricominciare da capo. Durante le premiazioni il cielo ha infatti deciso di presentare il conto arretrato, scatenando un autentico nubifragio che ha trasformato la zona arrivi in una gara parallela di corsa verso i ripari. Ma nulla ha potuto rovinare una manifestazione ormai entrata di diritto tra gli appuntamenti più importanti del panorama podistico lombardo.
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