giovedì 4 giugno 2026

LAGO D'ISEO HALF MARATHON



La giornata era iniziata nel peggiore dei modi. Lungo la strada verso Pisogne la pioggia cadeva con una violenza tale da far vacillare anche i più motivati. Acqua a secchiate, tergicristalli al massimo e quella sensazione che ogni runner conosce bene: "Ma chi me l'ha fatto fare?" Mentre accompagniamo l'auto in zona arrivo il cielo sembra non voler concedere tregua. Anzi, pare quasi divertirsi a riversare sul Sebino tutto quello che ha in serbo. Per un attimo l'idea di rinunciare passa davvero per la testa. 

Poi succede qualcosa. Rientrando verso Iseo, mentre si gira alla disperata ricerca di un parcheggio, come per incanto la pioggia si ferma. Non diminuisce. Non rallenta. Semplicemente sparisce. Una finestra perfetta. Come se qualcuno lassù avesse deciso di regalare ai runner esattamente le condizioni ideali per affrontare i 21 chilometri della seconda Lago d’Iseo Half Marathon. E così è stato. Temperatura perfetta, aria umida, ma più fresca e il lago che si mostrava in tutta la sua bellezza lungo il percorso che attraversava MaroneSulzanoSale Marasino e infine Pisogne. Salvo poi attendere che tutti tagliassero il traguardo per ricominciare da capo. Durante le premiazioni il cielo ha infatti deciso di presentare il conto arretrato, scatenando un autentico nubifragio che ha trasformato la zona arrivi in una gara parallela di corsa verso i ripari. Ma nulla ha potuto rovinare una manifestazione ormai entrata di diritto tra gli appuntamenti più importanti del panorama podistico lombardo.

L'evento organizzato dall’A.S.D. P3RSONAL e patrocinato da Regione LombardiaProvincia di BresciaComunità Montana del Sebino Bresciano e dai Comuni attraversati dal percorso ha richiamato circa duemila partecipanti, provenienti da tutta Italia e da ben 37 nazioni.

Davanti a tutti ha dominato M'Barek Ourras dell’ASD Atl. Blizzard, che ha fermato il cronometro a 1h06'05". Alle sue spalle il keniano Lengen Lolkurraru dell’Pegarun ASD in 1:06:31, mentre il podio è stato completato da Mohammed Zouioula dell’Atletica Rodengo Saiano Mico con 1:07:33. Tra le donne si è assistito alla conferma della regina del Sebino. Sara Bottarelli della Free-Zone, già vincitrice della prima edizione, ha concesso il bis imponendosi in 1:15:53, a soli dieci secondi dal record personale della gara ottenuto dodici mesi fa. Seconda l'etiope Betelhem Tenaw in 1:18:50, mentre a completare il podio è stata Laura Gotti dell’ASD Rosa Running Team con 1:18:59.

Per quanto riguarda l’Atletica Brescia Marathon, la spedizione 2026 è stata decisamente più ridotta rispetto allo scorso anno. Niente striscia verde sulle strade del Sebino: solo quattro leoni a rappresentare i colori della società. Il più veloce è stato Marco Meris che ha completato la sua mezza maratona in un ottimo 1:31:08, gestendo bene ritmo e percorso lungo una gara che, tra panorama e saliscendi, non permette mai di abbassare troppo la guardia. Alle sue spalle Stefano Beltrami, in netta ripresa dopo la mezza di Praga, porta a casa la missione in 1:32:53. Una di quelle gare in cui si parte con mille dubbi guardando il cielo nero sopra il lago e si arriva con il sorriso per aver scampato il diluvio.

Tra le leonesse, prestazione da incorniciare per Barbara Mattiello, che chiude in 1:35:36 e si prende una meritatissima soddisfazione. Non solo una gara corsa da protagonista, ma anche il primo posto di categoria, conquistato con autorevolezza in una manifestazione che presentava numeri e livello tecnico di assoluto rispetto. Barbara continua così una stagione ricca di risultati e podi, confermandosi una delle punte di diamante del Green Team. Quando c'è da lottare contro il cronometro, le avversarie ormai sanno che la leonessa verde è sempre lì davanti. A completare la spedizione "Green" Alice Montini, che taglia il traguardo in 2:12:01, portando a casa una mezza maratona resa ancora più speciale dal contesto unico del Sebino. E mentre il temporale tornava a impossessarsi del Sebino e gli ultimi gazebo iniziavano a piegarsi sotto la pioggia, noi tornavamo a casa con le scarpe bagnate, qualche medaglia al collo e un'altra storia da aggiungere all'album dei ricordi verdi. Tanti gli amici ed ex leoni incontrati lungo il percorso e a fine gara.  Perché in fondo il bello della corsa non è soltanto arrivare. È avere qualcosa da raccontare una volta tornati a casa. Grazie per le fotografie al nostro super Fabio Zubani. Tante care cose.




CLASSIFICA









 




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