Il Gran Prix Felter targato FIDAL non ha lasciato il Garda. Dopo il forfait della 13ª Miglia D’Annunzio Run di Gardone Riviera, la quarta tappa del circuito bresciano che si è disputata domenica 10 maggio è stata “salvata” dalla StraManerba del Garda, andata in scena il 10 maggio grazie all’organizzazione del Gruppo Felter Sport. E la risposta dei runner è stata tutt’altro che timida. Nonostante previsioni meteo poco incoraggianti, a Manerba del Garda si sono presentati ben 1130 partecipanti, con 461 agonisti muniti di pettorale valido per la classifica FIDAL. Numeri importanti che confermano quanto il movimento podistico gardesano continui ad avere un richiamo fortissimo. Il percorso? Classico tracciato da lago: bello da vedere… meno da correre. 9,9 km tecnici e nervosi, con continui cambi di ritmo e strappi capaci di spezzare le gambe a chi partiva troppo allegro. Davanti a tutti ha rispettato il pronostico Davide Angilella del Vanotti Running Team. Il vincitore delle ultime tre edizioni della Brescia Art Marathon ha imposto il proprio ritmo chiudendo in 32:42, dimostrando ancora una volta di essere uno degli uomini più solidi del panorama locale. Tra le donne ritorno al successo nel Gran Prix per il "Rullo Compressore" Angela Girelli dell’Atletica Gavardo 90, che taglia il traguardo in 38:08. A completare un podio tutto Gavardo ci pensano le compagne di squadra Elisa Battistoni in 38:48 e Silvia Casella in 39:20.
E poi ci siamo noi. I leoni dell’Atletica Brescia Marathon, che a Manerba del Garda hanno trasformato la StraManerba in una specie di battaglia interna senza esclusione di colpi. Perché quando si abbassa la bandierina e parte il cronometro, le amicizie restano… ma fino al traguardo. C’è stato chi è partito come se dovesse correre soltanto il primo chilometro e si è schiantato brutalmente sulla salita piazzata dopo appena 500 metri. Geniale idea del percorso: togliere subito ogni illusione di gloria a chi aveva esagerato con l’entusiasmo. C’è stato invece chi è partito più abbottonato, quasi in modalità diesel, salvo poi calare l’asso dopo il terzo-quarto chilometro quando le gambe hanno iniziato finalmente a girare come si deve. Qualcuno ha amministrato la gara da manuale, ritmo costante e gestione intelligente. E qualcuno – con una preparazione che definire “maniacale” è poco – si è piazzato in roulotte nel campeggio a due passi dalla partenza per studiare il percorso metro per metro e poter provare il percorso più volte durante la settimana. Roba da ritiro keniano: qui siamo alla versione gardesana dell’altura con la tabellina, il Garmin, il meteo, il vento contrario e probabilmente anche l’umidità del lago.
Alla fine, la nostra personalissima classifica interna parla chiaro. Il più veloce tra i leoni è stato Max Ghj Ghidini, che continua il suo momento brillante chiudendo in un ottimo 39:41. Gara concreta, testa bassa e via andare. Alle sue spalle si piazza Marco Meris in 41:12, autore di una prova solida e ben distribuita su un percorso che non permetteva distrazioni. Terza piazza per lui, Don Gaetano Bettoni, che taglia il traguardo soddisfatto con il crono di 41:21. E quando arrivi con quel sorriso lì, significa che la gestione è stata quella giusta. Il pernotto in roulotte ha pagato.
Capitolo leonesse: tre al via, purtroppo solo due al traguardo. Sfortunatissima Barbara Mattiello, costretta al ritiro dopo appena 500 metri a causa di una caduta. Una di quelle giornate dove il cronometro non conta nulla e l’unica cosa importante è rialzarsi senza conseguenze. A tenere alti i colori verdi ci hanno pensato Cinzia Biasetti, che chiude in 56:57, e Chicca Fioretti in 59:53, entrambe brave a stringere i denti su un tracciato tutt’altro che morbido.
L’Atletica Brescia Marathon porta a casa un ottimo quarto posto nella classifica società, confermando ancora una volta la solidità del Green Team anche nelle giornate dove magari i numeri non sono oceanici ma la qualità resta altissima. Davanti a tutti la solita corazzata dell’Atletica Gavardo 90, capace ancora una volta di monopolizzare classifiche e podi con una presenza massiccia e ben organizzata. Seconda piazza per la Libertas Vallesabbia, sempre combattiva e presente quando il percorso si fa duro, mentre il terzo gradino del podio va alla F.O. Running Team.
E diciamolo: l’assenza dei due leader della Coppa Cobram ha inevitabilmente cambiato gli equilibri della giornata. E parecchio. Appena circolata la notizia dei forfait al vertice, i diretti inseguitori hanno iniziato a sfregarsi le mani neanche avessero trovato una borraccia piena al 35° chilometro di una maratona. Occasioni così non capitano spesso: punti pesanti da recuperare, classifica da accorciare e pressione da mettere a chi sta davanti. Nel maschile la lotta si riapre eccome. Perché quando manca il riferimento principale, tutti iniziano a fare due conti e a guardare la graduatoria con occhi diversi. Nel femminile, invece, la situazione appare decisamente più indirizzata. Elena Mattu ormai sembra poter dormire serenamente tra due guanciali, forte di un vantaggio costruito gara dopo gara con continuità e qualità. Certo, nello sport mai dire mai: basta una giornata storta, un’influenza o una scarpa allacciata male e cambia tutto. Ma al momento la leonessa verde dà l’impressione di avere la situazione saldamente in mano. Curioso e quasi romantico, invece, il commento di Max Ghj Ghidini. Nonostante l’ottima prestazione e i punti guadagnati, Max si è detto visibilmente dispiaciuto per l’assenza di Beppe Ricciardi. Tradotto dal linguaggio Cobram: vincere va bene… ma vincere senza poter guardare negli occhi il tuo rivale storico lascia sempre un piccolo vuoto.
La StraManerba magari non sarà lunga, ma riesce sempre a lasciare il segno. Sulle gambe… e nelle classifiche interne del Green Team. Considerando assenze, acciacchi e qualche leone lasciato ai box, il quarto posto di società ha quasi il sapore di una piccola vittoria. Tante care cose.
Nessun commento:
Posta un commento