La Maratona di Madrid 2026 si conferma una delle competizioni più affascinanti del panorama europeo, ma anche una delle più impegnative dal punto di vista altimetrico. A differenza di altre maratone celebri per i percorsi veloci e lineari, il tracciato della capitale spagnola è famoso per i continui saliscendi che mettono alla prova anche i runner più esperti. Correre a Madrid significa saper dosare energie, ritmo e resistenza su un percorso tutt’altro che semplice. Proprio per questo, i tempi finali assumono un valore ancora più importante: ogni prestazione va letta alla luce delle difficoltà tecniche e del dislivello complessivo della gara. La più grande manifestazione podistica spagnola continua a crescere anno dopo anno. Anche nel 2026 sono stati ben 47.000 i partecipanti, distribuiti tra 10 km, mezza maratona e maratona, con tutte le gare sold out già dal mese di gennaio. Un successo enorme, confermato anche dagli 8.000 atleti rimasti in lista d’attesa, numeri che certificano quanto Madrid sia ormai diventata una tappa imperdibile nel calendario running internazionale. I primi a colorare le strade madrilene sono stati i partecipanti della 10 km, scattati alle ore 8:00 da Plaza de San Juan de la Cruz. Successivamente, alle 9:15, è toccato ai protagonisti della mezza maratona e della maratona, partite in contemporanea in un clima di entusiasmo straordinario. Poi, come sempre, il cuore pulsante dell’evento si è spostato sul traguardo del Paseo de Recoletos, dove migliaia di spettatori hanno accolto gli arrivi con applausi e grande partecipazione. A imporsi nella prova regina è stato il keniano Mike Chematot, autore di una gara intelligente e solida, chiusa in 2h08’46”. Nella competizione femminile è andato in scena il classico duello Etiopia-Kenya, questa volta risolto a favore dell’Etiopia grazie alla vittoria di Kena Girma, prima al traguardo in 2h26’00”.
Alla fiesta spagnola non poteva mancare anche una rappresentanza targata Brescia Marathon, protagonista con due atleti capaci di onorare al meglio la maglia. Splendida prova per Fabrizio Pillitu, che conclude la sua fatica in 3h16’37”, gestendo con determinazione le insidie del percorso madrileno. Applausi anche per Massimo Zambelli, altro leone in gara, capace di abbattere il muro delle quattro ore con un ottimo 3h58’40”. Olè!
La Maratona di Madrid non è soltanto una gara da correre, ma una sfida da vivere. Tra salite, discese, entusiasmo popolare e scenari urbani unici, l’evento spagnolo continua a conquistare migliaia di runners da tutto il mondo. E anche quest’anno, tra campioni internazionali e atleti amatori, la capitale spagnola ha regalato una giornata di sport indimenticabile.
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